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mercoledì, Febbraio 1, 2023

Serve a poco essere campioni nello sport se non lo si è anche nella vita

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Mondiali. Nell’accezione sportiva sono le competizioni più importanti dopo le olimpiadi, a seguire le europee, infine le nazionali. Nei giochi svoltisi in Grecia ad Olimpia per quasi dodici secoli, otto prima della nascita di Cristo, nacquero i giochi a cinque cerchi. Le prime discipline furono: Stadion, gara di corsa su rettilineo di 192,28 metri; Diaulos -doppio stadion- gara di corsa circa 380 metri; Dolichos -corsa di resistenza all’incirca di 4800 metri; Lotta libera e il Pentathlon -salto in lungo, lancio del giavellotto, lancio del disco, corsa, lotta; Pugilato, Gare equestri -Corsa dei carri e dei cavalli; Pancrazio -combattimento misto di lotta e pugilato-Hoplitodromos -corsa con gambiera, elmo e scudo pesante. Sono gara o complesso di gare a cui partecipano atleti o squadre di diverse nazioni per l’assegnazione del titolo di campione del pianeta terra. In una determinata specialità, anche al plurale: di ciclismo, di calcio, di atletica leggera; spesso, specialmente nel linguaggio giornalistico, anche al singolare: vincere il mondiale. Tra pochi giorni i mondiali di calcio inizieranno in Qatar, nazione governata da una monarchia assoluta e che applica la sharia, ma pecunia non olet, e per la seconda edizione consecutiva il Belpaese non parteciperà perché non si è qualificato. Ma indubbiamente lo Stivale per una settimana circa è stato campione mondiale della disumanità, costringendo 230 anime a viaggiare per altri due giorni e notti (oltre a quelli già trascorsi in mare) per un inutile sfoggio di principio sulla pelle di altri esseri umani.

  Vittorio Alfieri

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