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mercoledì, Febbraio 1, 2023

Nella vecchia fattoria…della politica

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La fattoria degli animali. È uno dei due romanzi di successo, l’altro è 1984,di George Orwell. Il genere è quello della favola classica, in quanto i protagonisti sono animali antropomorfi che simboleggiano tipi umani. Il britannico fa satira della rivoluzione russa e della dittatura di Stalin in modo talmente feroce che il romanzo, scritto nel 1943, poté essere pubblicato solo a guerra finita, per evitare contapposizione fra Gran Bretagna e Unione Sovietica.

Tutti i personaggi e gli avvenimenti trovano il loro corrispondente storico,si menzionano quelli più importanti,che permettono l’allegoria sulla classe politica nostrana e al lettore di cimentarsi in un gioco,ma anche dotarsi di uno strumento di comprensione per la realtà che si vive.

Vecchio Maggiore -Marx/Lenin
Napoleon -Stalin
Palla di Neve
Boxer o Gondrano-Stachanov-maggioranza
Berta o Trifoglio- la povera gente russa, onesta manipolata
I cani-la feroce polizia sovietica
Jones – lo Zar Nicola II

Il fattore Jones possiede una fattoria, ma non è in grado di governarla.Una sera tutti gli animali si riuniscono intorno a Vecchio Maggiore, un anziano  maiale, che narra loro di un sogno che ha fatto, un mondo dove gli animali sono liberi dall’uomo e si autogestiscono, vivendo in armonia. Vecchio Maggiore morirà poco dopo. Un giorno gli animali irritati dal suo comportamento cacciano Jones. Il ruolo di guida viene assunto da due maiali: Napoleon e Palla di Neve,che manifestano la nuova filosofia in questi comandamenti:

1)Tutto ciò che va su due gambe è nemico/opposizione

2)Tutto ciò che va su quattro gambe o ha ali è amico/maggioranza

3) Nessun animale vestirà abiti

4) Nessun animale dormirà in un letto

5) Nessun animale berrà alcolici

6)Nessun animale ucciderà un altro animale

7)Tutti gli animali sono uguali, il più importante

Gli animali, illetterati, si dimostreranno incapaci di ricordarli, quindi verrà coniato il facile motto “quattro gambe buono, due gambe cattivo”. Jones,prova a tornare in possesso della fattoria, ma gli animali lo mandano via. Napoleon strumentalizza l’accaduto per intimidire gli altri animali e costringerli all’obbedienza. Inizialmente tutto procede bene, ma i problemi non tardano ad arrivare. Torna il corvo Mosè che partecipa alla ricchezza dei maiali e incanta gli altri. La rivalità fra Napoleon e Palla di Neve si fa sempre più aspra. Palla di Neve fa approvare un suo progetto.Napoleon reagisce liberando i suoi cani, diventando il dittatore della fattoria. Lo strapotere dei maiali è evidente, ma gli animali si dimostrano incapaci di reagire al retore Napoleon, in cui hanno fiducia. I maiali assumono atteggiamenti sempre più simili agli uomini. A poco a poco tutti i comandamenti vengono cambiati, ne resta uno: Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.

La storia si conclude con una scena paradigmatica: i maiali stringono un’alleanza con gli umani e festeggiano.Gli animali, attoniti, non riescono più a distinguere gli uni dagli altri. Ovviamente la figura retorica non è la verità fattuale, ma è una satira con una chiave di lettura,si ripete, che desidera creare una finestra d’approfondimento per conoscere. La morale è sempre quella: fai merenda della mente con la lettura.

Vittorio Alfieri

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