Da Giulio Cesare a Di Maio e la congiura delle idi di… gennaio

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1Giulio Cesare Statua

2Giulio Cesare StatuaDa Giulio Cesare a Di Maio e la congiura delle idi di… gennaio. La cravatta. Trattasi di accessorio caratteristico maschile. In un’accezione condivisibile, semioticamente distingue tra formalità e non. L’origine del suo utilizzo risale ai legionari, il cui utilizzo era necessario, serviva a proteggere le vie respiratore durante le marce, che causavano inevitabilmente polvere, le strade erano, praticamente sterrate. Della legione un comandante era il centurione (altri erano il tribuno militare e praefectus legionis). I libri di storia delle prossime generazioni racconteranno di un centurione che lascia la sua legione e nel farlo si toglie la cravatta. Il centurione in chiave contemporanea è il ministro degli esteri Luigi Di Maio, si è dimesso dall’incarico di capo politico della legione pentastellata. I motivi dell’abbondono Ii ha enunciati, il più importante le pugnalate ricevute dai suoi compagni. Questa sua affermazione conferma la bontà della metafora romana. Siamo in gennaio, complice le imminenti elezioni regionali, sono state anticipate le idi, per l’attuale abitante della Farnesina, sono le idi di gennaio. La congiura che portò allo storico cesaricidio, ebbe vari protagonisti, il più famoso Bruto e insieme a Cassio, sconfitti da Marco Antonio, si suicidarono. Il padre politico putativo di Di Maio è Beppe Grillo, di Cesare Lucio Cornelio Silla, lui morì malato, il suo epitaffio fu, “Nessun amico mi ha reso servigio, nessun nemico mi ha offeso, che non abbia ripagati in pieno”.        Vittorio Alfieri

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