Da Valle Giulia all’Arco della pace, la storia è destinata a ripetersi

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2valle-giulia-1968Valle Giulia, Roma, marzo 1968. Arco della pace, Milano, maggio 2020. L’episodio storico della capitale accadde alla facoltà di architettura, studenti di destra e di sinistra nel tentativo di occupare l’ateneo, fatto già accaduto precedentemente (le rivendicazioni del comitato studentesco erano molteplici: cambiamento di una società conservatrice, istanza di maggiore partecipazione nella gestione della facoltà) si scontrarono duramente con la polizia, ci fu una vera e propria battaglia, solo fortuna volle che non ci furono vittime mortali. Sull’evento si scatenarono polemiche, accusando la polizia di comportamento autoritario, tutta l’intellighenzia prese posizione. Epica la poesia di Pier Paolo Pasolini, in cui si schierò con i poliziotti. Per gli studenti la polizia era lo strumento della borghesia per affermare lo status quo, poi la storia ha dato ragione all’autore del vangelo secondo Matteo, parecchi concittadini nostrani non fecero il sessantotto per “demolire” i baronati e la classe borghese, ma solo per prenderne il posto di privilegio. Tra di essi personaggi poi diventati famosi: Fuksas (archistar), Giuliano Ferrara (giornalista e politico), Paolo Liguori (giornalista), Ernesto Galli Della Loggia (storico), Mieli (giornalista), Flores D’Arcais (filosofo).Come fermo immagine di quel periodo lo ricordano i graffiti di Guttuso realizzati sulla facciata della facoltà dal gruppo artistico “Gli Uccelli” con la supervisione dell’autorità di uno dei quadri più amati dai palermitani e non solo, la “Vucciria”. È indubbio che il ’68 cambiò in meglio la vita della classe operaia, ma gran parte degli studenti rivoluzionari si sono nel tempo imborghesiti. Di ieri il flash mob dei ristoratori, proprietari di bar e pub, autorizzato dalla questura per 4/5 persone, nel rispetto del divieto di assembramento per il Covid19. Alle 9 già erano in una cinquantina, compresi alcuni operai, giunti all’arco della pace per solidarizzare con le categorie tra le maggiori colpite economicamente, la protesta consisteva nel sedersi con mascherine e guanti accanto a sedie vuote rispettando il distanziamento sociale.   Vittorio Alfieri

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