Rinviato a giudizio il deputato Stefano Pellegrino per corruzione elettorale

0
19
1Stefano-Pellegrino-e1497525309846

2Stefano-Pellegrino-e1497525309846Il gup di Palermo ha rinviato a giudizio per il reato di corruzione elettorale il deputato regionale di Forza Italia Stefano Pellegrino. Il Giudice per l’udienza preliminare di Palermo, accogliendo le argomentazioni della pm della Dda Francesca Dessì, ha respinto l’istanza della difesa di Pellegrino che aveva chiesto che le intercettazioni a carico del parlamentare fossero dichiarate inutilizzabili. Secondo il legale, le registrazioni non potevano essere utilizzate in quanto disposte in un’indagine che inizialmente ipotizzava il reato di voto di scambio politico-mafioso poi invece riqualificato in corruzione elettorale, reato per cui per legge non si può intercettare. Secondo la Procura, gli imprenditori mafiosi Mario Giorgi e Calogero Luppino, re delle scommesse online nel trapanese, avrebbero comprato le preferenze elettorali per Stefano Pellegrino. La vicenda emerse nell’inchiesta per mafia a carico dei due. Il primo è già stato condannato in abbreviato, Luppino è sotto processo in ordinario davanti al tribunale di Marsala. La posizione di Pellegrino venne stralciata perché il deputato aveva gravi problemi di salute. Intercettato, Giorgi ammetteva che in cambio della promessa di voto per Pellegrino avrebbe consegnato pacchi di spesa a tutti gli abitanti delle case popolari: “A fine ottobre vero che gli portai la spesa pure a loro”, diceva, non sapendo di essere ascoltato dai carabinieri. Il processo a Pellegrino comincerà il 10 giugno davanti al tribunale di Marsala. Il deputato di Forza Italia Stefano Pellegrino:  “I due elettori, che secondo l’accusa mi avrebbero votato per aver ricevuto da me generi alimentari, peraltro in epoca successiva alla mia elezione, sono stati già assolti dal Tribunale di Marsala perché il fatto non sussiste. La logica e la coerenza, che debbono informare e sostenere ogni comportamento umano, e quindi anche le decisioni giudiziarie, autorizzavano ad attendermi ragionevolmente un provvedimento di archiviazione. Così non è stato. Sono, comunque, assolutamente sereno sull’esito del processo e su una sentenza che provi la mia assoluta estraneità ai fatti, confortato, nonostante la spiacevole vicenda, dal costante affetto e dalla reiterata e confermata stima di chi conosce me e la mia storia professionale, politica e familiare”.