Dal nazismo al comunismo, repetita iuvant…affinchè la storia sia maestra di vita

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Imagoeconomica 1507394Repetita iuvant. È una locuzione latina che, tradotta, letteralmente significa “Le cose ripetute aiutano”. Un’inchiesta giornalistica di Fanpage ha portato alla luce i legami tra organizzazioni neofasciste e alcuni esponenti politici di Fratelli D’Italia e Lega. Ne è seguito un acceso – perifrasi – dibattito con l’ovvio coinvolgimento della segretaria di FdI Giorgia Meloni. Seguendo la vicenda ed essendo indiscutibile che il belpaese abbia bandito inequivocabilmente l’ideologia, come stabilito dalla costituzione ed in attuazione della stessa con la legge Scelba che stabilì il reato di apologia del fascismo, il mantra è sempre identico: “e il comunismo?”. Si ribadisce che la sua applicazione è stata una tragedia immane del ventesimo secolo, nei numeri delle sue vittime superiore al nazismo e al fascismo. La prima ripetizione. La seconda è tornata alla mente, perché finalmente è stata abolita la modifica al regolamento cimiteriale che aveva istituito il registro dei bambini mai nati, che ebbe risalto nazionale, ma anche un ricorso al tar sulla delibera, effettuato da: CGIL Trapani, CGIL Sicilia, circolo Franca Rame dell’UDI. L’avvocato Cavasino, da attento giurista, corroborato dall’ufficio legale dell’ente comunale, ha intuito che il giudizio del Tar potesse essere soccombente con tutti gli annessi e connessi. Il registro era stato approvato un anno fa circa dal consiglio comunale su proposta dell’ex consigliera  Giusy Piccione. Sostanzialmente, la deliberazione modificava il vigente regolamento cimiteriale nei seguenti punti: sostituendo la dicitura “prodotti abortivi” – utilizzata per i feti partoriti prima della 28^ settimana di concepimento – con “bambini mai nati”; istituì l’omonimo registro nel quale annotare un nome di fantasia per il feto; individuava uno spazio cimiteriale destinato alla sepoltura, con un cippo che recava il relativo numero assegnato nel registro. Il vulnus? Anche i genitori non consenzienti avrebbe avuto il proprio feto con cippo funerario e iscrizione nel registro. Senza politically correct, provvedimento da medioevo, si aggiunge da “Velodromo d’inverno”, paragonabile alla schedatura del fascismo o alla stella di David. Altro vulnus, la materia è già regolamentata da un DPR. Infine: il Comitato di Bioetica Nazionale, organo consultivo della presidenza del consiglio dei ministri, alla sua istituzione nel 1990, presidente onorario Rita Levi Montalcini ,tra i componenti Veronesi e Cittadini, parla di embrioni e feti, non si comprendeva per quale ragione si dovesse imporre la dicitura “bambino mai nato”. Che dire, repetita iuvant.

 Vittorio Alfieri