I social e l’invasione degli imbecilli

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SO-tutto-io

SO-tutto-ioUmberto Eco, il filosofo e semiologo ebbe chiara l’idea sull’uso dei social e provocando disse quello che divenne un aforisma :” I social hanno dato voce ad una moltitudine d’imbecilli che al bar avrebbero parlato solo dopo aver bevuto due, tre bicchieri di vino rosso e senza danneggiare la società”. La proposizione nel tempo è stata strumentalizzata ma certamente non è classista né tantomeno elitaria. Semplicemente si parla di ciò che si conosce, altrimenti si tace e se interessati s’ascolta. La rete sociale è divenuta l’agorá virtuale e in quanto tale, con tutti i buoni propositi, non controllabile se non con qualche palliativo. È il partecipante a dover discernere ed il mezzo diventerà anche fucina di riflessioni. È accaduto allo scrivente allorquando in un post su un social appunto si è messo in risalto l’utilizzo del danaro e come esso possa essere subdolo. La matrice del pensiero potrebbe avere natura sia laica che religiosa, poco importa, ma la reazione che ha generato è espressa in questa risposta: “È da Adamo ed Eva (per chi ci crede) che il mondo gira intorno alla pecunia, che è portatrice di potere e sesso. I comuni mortali, non avendo soldi a sufficienza, non hanno potere e quasi tutti si accontentano di coito scadente…”, si aggiunge che il genere maschile è spesso egoista non tenendo conto del piacere femminile…e qui i social non c’entrano nulla.

Vittorio Alfieri