Difendiamo il pianeta, non chi lo distrugge

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BIODIVERSITA

BIODIVERSITAG20. Tra le nazioni partecipanti, Stati Uniti, Brasile, Russia, India, Regno Unito, Turchia, Arabia Saudita Italia ed UE. Il gruppo detiene il 90% del PIL mondiale, l’80% del commercio mondiale e di prodotti agricoli, i 2/3 della popolazione mondiale ne fanno parte, emettendo il 74% di anidride carbonica. Nei giorni scorsi il summit si è tenuto a Roma e ha avuto come tema le tre “P”: persone, pianeta, prosperità. È risaputo il clima il malato del mondo, lo testimoniano ulteriormente gli ultimi sette anni più caldi della terra e l’uragano mediterraneo Apollo. Non risulta molto credibile se al tavolo siede il presidente brasiliano Bolsonaro, denunciato alla Corte Penale Internazionale per genocidio, ecocidio e crimini contro l’umanità, la causa sarebbe – è – la deforestazione, che durante il suo mandato è aumentata del 50%, fatto oggettivo. Esiste chi lo ritiene meritevole, infatti Anguillara Veneta gli ha concesso la cittadinanza onoraria. Draghi ha ritenuto l’incontro un successo, è difficile pensarlo quando mancavano i capi di governo di Cina, Russia, Giappone, Messico e Arabia Saudita. La percezione è che sia stato un bla bla bla di Gretiana memoria. Un giornale nazionale cartaceo ha titolato in prima pagina: “Non siamo Gretini”, dopo l’ennesima promessa di mantenere l’aumento della temperatura globale 1,5 gradi. La dead line del 2050 per raggiungere emissioni zero sembra utopistica quando già potenze come Russia, Cina e India l’hanno contestata. Senza retorica si passi dalle parole ai fatti, signor G20. Si chiosa con un sorriso regalato da un media satirico: “G20, trovato un accordo sul clima della sala convegni”.

Vittorio Alfieri