L’etica di ieri e di oggi

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Etica. Concetto decisamente abusato ai giorni nostri. Il valore fu argomentato da Aristotele, memorabile il trattato Etica Nicomachea ritenuto il primo come oggetto di materia specifica filosofica. Essa dal filosofo di Stagira venne suddivisa in due tipologie: la virtù di tipo intellettivo e la cosiddetta virtù di tipo morale. La prima è dianoetica, ossia governata dalla ragione tramite il pensiero discorsivo, è teoretica. La seconda è l’Etica-comportamento pratico- la qualità che domina le ragioni sugli impulsi sensibili. Per Aristotele il pregio assoluto è la Giustizia, a suo avviso l’uomo che rispetta le leggi è un virtuoso. Su di essa è fondato il diritto che può essere privato o pubblico. Nel tempo molti si sono espressi sull’amore della conoscenza e della ricerca. Per Nietzsche il presupposto esercitare la dea Dike necessita il sapere storico ed attuale. In senso lato filosofico l’etica è l’agire: umano, morale, giuridico o politico. Nel significato stretto va distinta dalla giuridica che decide sulle azioni proibite e permesse, politicamente le più adeguate. Un esempio attuale la conferenza del senatore Renzi in Arabia Saudita, certamente etica giuridicamente, ma immorale per la nazione in cui si è svolta. Non siamo tutti scienziati della medicina, del diritto o d’antropologia. Lo scrivente non è un geometra solo perché diplomato all’istituto tecnico di competenza. Quando non si conosce necessita l’Etica del silenzio, il sottoscritto incluso.

Vittorio Alfieri