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sabato, Luglio 2, 2022

L’istruzione, la nostra arma più potente

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Diritto allo studio. La prerogativa è stabilita dalla costituzione negli articoli 33 e 34. Il primo (33) recita: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. E` prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato”.
Il secondo 34: “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso”. Il mondo è cambiato e la pandemia lo ha messo in risalto, nel belpaese si è riscontrato soprattutto nella medicina territoriale, ossia prestare assistenza di pronto intervento e primo livello ai pazienti ed è l’alternativa all’ospedalizzazione. Una soluzione potrebbe essere l’abolizione del numero chiuso, si aggiunge non solo per medicina ma per tutte le facoltà, la selezione si farebbe in questi termini: primo anno 6 esami, se non si superano si è fuori, ovviamente restano validi i giustificati motivi. Nella sanità permetterebbe al medico di medicina generale, il vecchio medico di famiglia, invece di avere 1500 pazienti di averne 1000 e che non fosse più un burocrate a cui chiedere le prescrizioni e tornare a fare le visite domiciliari in ragione anche dell’invecchiamento della popolazione. E le risorse sono reperibili da subito con il PNRR per poi farle diventare strutturali, con una seria lotta all’evasione ed un’altrettanto spending review nella pubblica amministrazione. E sarebbero garantiti più diritti allo studio, alla salute e al lavoro.
Vittorio Alfieri

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