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martedì, Dicembre 6, 2022

Un Natale di sbarchi nel mare della disperazione

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I migranti. La pandemia ha posto in secondo se non in terzo piano la questione di quelle anime nomadi, ma non per filosofia di vita bensì per fuggire da guerre, torture e dalla fame. Le cronache delle feste natalizie trascorse hanno raccontato che per tanti è stato un triste Natale, dispersi in mezzo al mare. Persi i contatti di una barca con circa 25 persone a bordo. Altre 108 persone in difficoltà al largo della Calabria. Nell’Egeo si contano i morti di tre altri naufragi e dalla Libia arrivano immagini di cinque corpi trovati tra gli scogli.Il mare tra Libia e Tunisia da una parte e Italia e Malta dall’altra, in questi ultimi giorni si è nuovamente riempito di barche e di speranze, ma anche di disperazione. La Guardia costiera italiana è riuscita a rintracciare e a portare in salvo 89 persone a un miglio da Capo Grecale, a Lampedusa. I migranti, che dicono di essere originari di Bangladesh, Eritrea, Pakistan e Gambia, sono stati portati nell’htospot dell’isola dove già ieri erano arrivate autonomamente con 8 imbarcazioni altre 253 persone. Nell’hotspot ci sono al momento circa 450 migranti.Altre imbarcazioni attendono per lo sbarco il place of safety per un totale di più di 900 persone. La notte di Natale, quando per i cristiani è nato Gesù bambino a Betlemme, nell’Egeo è morto un neonato. E noi ad azzuffarci sul vaccino, green pass, super green pass e obbligo vaccinale, e ad abbuffarci.Giova rammentare che Gesù per motivi teologici e amministrativi – per stabilirne la discendenza – nacque in Giudea con la famiglia che era della Galilea – fonte i vangeli ufficiali – quindi era un Migrante.

Vittorio Alfieri

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