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giovedì, Dicembre 1, 2022

Il presidente Musumeci revoca gli assessori e azzera la giunta

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L’assemblea regionale siciliana ieri ha fatto mancare alcuni voti al presidente Nello Musumeci, per i grandi elettori da mandare a Roma per l’elezione del Capo dello Stato. Si tratta di sette – otto voti in meno della maggioranza. Musumeci non si è fatto intimidire e in diretta facebook ha annunciato l’azzeramento della giunta regionale siciliana. “Se si approfitta del voto segreto per tentare di delegittimare istituzionalmente il governatore, è evidente che c’è il dovere di reagire e verificare chi ci sta e chi no a proseguire con lui la parte finale della legislatura” – queste le sue parole. Il governatore non fa i nomi, ma probabilmente si tratta anche di contese interne ai gruppi parlamentari della regione siciliana, che comunque cita come “ricattatori” che approfittano di “mezzucci come il voto segreto”. Da qui l’azzeramento della giunta regionale. Musumeci chiederà ai partiti rose di nomi per gli assessorati, mantenendo nelle sue mani il timone del governo regionale. Nel suo messaggio via social Musumeci ha riferito che per quel tipo di votazione, “di solito il presidente dell’Assemblea è il più votato, come è normale che sia, poi c’è il presidente della regione che prende i voti della sua maggioranza e poi il rappresentante dell’opposizione che prende i voti dell’opposizione. Al presidente della Regione sono mancati 7-8 voti circa” e continua “Sono stato eletto lo stesso ma il dato politico rimane. Perché mancano questi 7-8 voti? Se il voto fosse stato palese avrei avuto più voti, ma perché questi voti sono mancati? Perché alcuni deputati hanno pensato di compiere nei miei confronti quello che in gergo giudiziario si chiama atto di intimidazione. Si tratta di una sorta di resa dei conti. Sono stato eletto lo stesso ma il dato politico rimane. Perché mancano questi 7-8 voti? Se il voto fosse stato palese avrei avuto più voti, ma perché questi voti sono mancati? Perché alcuni deputati hanno pensato di compiere nei miei confronti quello che in gergo giudiziario si chiama atto di intimidazione. Si tratta di una sorta di resa dei conti». Che una persona seria come il governatore non può evidentemente tollerare, in una terra che troppo spesso ha sopportato una politica che si ricatta. “Sono deputati che mi hanno fatto richieste irricevibili e quindi ho dovuto dire di no a deputati con i quali per una questione di igiene non ho voluto avere rapporti negli ultimi anni”, ha aggiunto. “Restiamo a lavorare – perché questa Regione ha bisogna di una legge di stabilità, perché siamo nella pandemia, dobbiamo spendere le risorse del Pnrr, fare partire cantieri per 4,5 miliardi”. E poi conclude: “Sette scappati di casa non possono pensare di potere condizionarci o di determinare una pressione esterna sul nostro governo di qualunque tipo, richieste trasversali mandando messaggi che appartengono al peggiore dei linguaggi della comunicazione. Un presidente che non è stato condizionato dalla mafia può essere condizionato da loro?”.  A questo punto Musumeci potrà decidere rapidamente la formazione della nuova giunta o prendersi tempi più lunghi.

 

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