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domenica, Ottobre 2, 2022

La scuola ai tempi del Covid: il Tar boccia i sindaci ma in provincia di Trapani le scuole restano chiuse…

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Fa discutere la decisione dei sindaci del trapanese secondo la quale, con tanto di ordinanze, da oggi 17 gennaio, sono sospese le attività didattiche ed educative in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, siano esse pubbliche, private e paritarie. Forti della zona arancione, è stata attuata la misura di prevenzione per il contenimento dei contagi. Eppure, è di poche ore fa la notizia che il Tar ha bocciato l’ordinanza del sindaco di Siracusa: i giudici amministrativi hanno fatto valere i contenuti della legge 221 dello scorso anno che fa riferimento alla Dad nelle zone rosse (ribadita dalla legge 133 del 2021) e un numero di contagi inferiore rispetto ad altre regioni italiane dove già i provvedimenti delle autorità locali sulla Dad erano stati sospesi dai Tar. Ci si chiede, in primis, come dice la stessa parola, se la prevenzione non debba effettuarsi come misura di contenimento di un eventuale aumento dei contagi e quale sia il senso della suddetta ‘prevenzione’ a picco avanzato che vede lo stesso picco addirittura con la curva dei contagi in calo. Ci si chiede anche come mai debba essere sempre la scuola a dovere pagare le conseguenze di scellerate iniziative, perché debbano essere i giovani, più delle altre fasce d’età, a essere ostacolati nella fase di progettualità, deprivati di una socialità che ha il ruolo, tra i tanti, di formare l’identità personale, dei percorsi di studio scanditi dai ritmi della didattica a distanza che ha visto fenomeni di dispersione scolastica, con il conseguente peggioramento e aumento di diseguaglianze generazionali e sociali. Non si capisce bene quale sia la logica dell’ordinanza che ha voluto una città di circa 80.000 abitanti come Marsala piena di eventi nel periodo natalizio, con i centri commerciali aperti e stracolmi all’inverosimile, con le strade urbane del centro cittadino intasate, i locali aperti fino a notte fonda –stracolmi anch’essi, le chiese che non si sono fatte indietro nel proclamare matrimoni con 400 invitati che poi puntualmente finivano nelle sale banchetti. Ci si chiede dove sia il focolaio allarmante con 1.898 positivi (dato di ieri 16 gennaio) per sempre quei quasi 80.000 abitanti, con la curva dei contagi in netto calo e se non sia ipocrisia cercare rocambolescamente di correre ai ripari all’ultimo momento, e supponenza mettersi persino al di sopra della legge.

Rosalba Pipitone

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