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giovedì, Settembre 29, 2022

Processo Angioni, ascoltati i testi Boccia e Colucci

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Procede il processo per false attestazioni al Pubblico Ministero contro Maria Angioni, l’ex P.M. attualmente Magistrato di Sorveglianza, uno dei primi P.M. insieme a Luigi Boccia e Antonino Silvio Sciuto -allora Procuratore Capo di Marsala- a occuparsi del caso Denise Pipitone, la bambina mazarese di poco meno di quattro anni scomparsa il primo settembre 2004 davanti l’abitazione della nonna materna.
Nel corso dell’udienza, che ha visto la presenza anche di Toni Pipitone e Marisa Alagna, sono state rese dichiarazioni spontanee da parte dell’ex P.M. a chiarimento di un equivoco secondo il quale il Pubblico Ministero, nel contestare uno dei tre episodi in relazione ai quali sarebbero state rese false attestazioni in sede di sommarie informazioni, ai fini delle indagini, ha tenuto conto di un provvedimento di cessazione delle intercettazioni risalente a novembre del 2004 mentre in realtà la Angioni, nel corso delle sommarie informazioni, avrebbe fatto riferimento a un provvedimento di cessazione delle attività di intercettazione telefonica che aveva disposto intorno al mese di maggio del 2005, e proprio le testimonianze di entrambi i testi Boccia e Colucci, avrebbero evidenziato il malinteso limitandosi a ricostruire, per quello che riguarda la posizione della Angioni, il contenuto dei documenti che avevano acquisito dal fascicolo del processo contro Jessica Pulizzi.

«Nelle sommarie informazioni testimoniali rese al Pubblico Ministero –dice la Angioni nel corso delle dichiarazioni spontanee –ho detto che disposi la cessazione delle intercettazioni in corso al Commissariato P.S. di Mazara del Vallo ma non a novembre del 2004 come i testimoni hanno riferito, bensì più tardi intorno al mese di maggio del 2005 con la conseguenza che gran parte dei documenti ed eventi citati dai testimoni, non hanno in realtà alcuna rilevanza perché relativi ai mesi precedenti al maggio 2005».

A conferma di ciò che afferma la Angioni, la testimonianza del luogotenente dei Carabinieri Antonio Colucci, che, rispondendo alle domande del P.M. Roberto Piscitello, il quale aveva asserito che “ai primi di novembre 2004 sospendeva le intercettazioni per fare in modo che qualcuno si sbilanciasse, ma in realtà non ci fu soluzione di continuità, perché subito dopo la sospensione furono nuovamente disposte le intercettazioni”, con decreti alla mano, il luogotenente asserisce che «anche nei primi mesi del 2005, almeno fino a maggio, il P.M. Angioni continuò ad affidare deleghe di indagini e intercettazioni al Commissariato di Polizia di Mazara del Vallo nell’ambito dell’inchiesta sulla sparizione di Denise Pipitone. Il primo aprile 2005, il P.M. Angioni ha disposto intercettazioni nello studio Frazzitta, con compito affidato al Commissariato di Mazara, come pure per l’ascolto delle intercettazioni disposte poi per Piera Maggio e sull’auto di Piero Pulizzi».

Per ciò che riguarda la stessa circostanza per cui l’ex P.M. fu accusata di false attestazioni, e cioè quando riferì che un mese dopo aver avuto l’incarico di indagare sulla scomparsa di Denise aveva tolto le indagini alla polizia di Mazara per affidarle ai Carabinieri in quanto si nutrivano timori sulla fedeltà di alcuni poliziotti, dopo il luogotenente Colucci, che ha smentito le affermazioni dell’imputata affermando che per diversi mesi fino a maggio 2005, la P.M. aveva continuato a indagare servendosi della Polizia, anche Boccia con una serie di “non che io ricordi”, ha escluso che la Procura di Marsala avesse dubbi sulla fedeltà della Polizia. L’anno di riferimento è il 2004 anche se, nel 2003, i P.M. di Marsala mandarono a giudizio per diversi reati alcuni poliziotti e addirittura il Commissario di Mazara del Vallo, e negli anni precedenti, mandarono a giudizio altri poliziotti di Mazara.
Riguardo alla posizione di Sfameni, Boccia riferisce che quando apprese che vi erano contatti telefonici con Stefania Letterato -che a sua volta era in contatto con Anna Corona- e il Commissario Sfameni, si limitò a chiedere rassicurazioni ai superiori dello stesso Sfameni, il dott. Linares e il dott. Pisani, senza mettere niente per iscritto, e senza nemmeno acquisire al fascicolo le eventuali e-mail sull’argomento a lui trasmesse dal CT dott. Genchi. Alla fine della sua deposizione, Boccia ha precisato che subito dopo il suo trasferimento a Pistoia nel dicembre 2004, quando aveva sentito l’esigenza di avere notizie sulle indagini per Denise, non aveva chiamato al telefono la Angioni, ma un altro P.M.

La prossima udienza si terrà il 26 maggio con i testi Giuseppe Linares, ex capo della Mobile di Trapani, Vittorio Pisani, ex dirigente presso lo S.C.O., e Antonio Sfameni, all’epoca dei fatti dirigente del Commissariato di Polizia di Mazara del Vallo.

Rosalba Pipitone

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