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giovedì, Settembre 29, 2022

Addio a Irene Papas, Marsala la ricorda come protagonista al festival “Il Mediterraneo, un mare e un palcoscenico in comune”

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Correva l’anno 1988. Una calda estate marsalese a fare da sfondo al festival “Il Mediterraneo, un mare e un palcoscenico in comune”, protagonista indiscussa lei, Irene Papas. Donna fiera, attrice greca di grande talento, presenza scenica e intensità nell’ars oratoria.

Ci lascia all’età di 96 anni, la maggior parte dei quali trascorsi su un palcoscenico o davanti ad una cinepresa con 50 anni di carriera e oltre 70 film. Figlia di un insegnante di teatro e di una maestra, nata a Chiliomodi il 3 settembre del 1926, Irene cresce in un piccolo villaggio vicino a Corinto, nel Peloponneso, poi si trasferisce ad Atene con la famiglia. Iscritta all’Accademia d’arte drammatica segue le indicazioni paterne innamorandosi dei grandi classici, ma si mette in mostra anche come modella per una casa di moda italiana. Debuttante al cinema, si ritrova al festival di Cannes del 1952 con “La città morta” e tutti la notano per il carisma sullo schermo.

Poi l’incontro col grande attore americano Anthony Queen le spalanca a sorpresa le porte di Hollywood, dove si innamorano della sua fisicità mediterranea registi di successo come Robert Wise (“La legge del capestro”) e Joseph Lerner (“Le avventure dei tre Moschettieri”).

A laurearla come protagonista assoluta è però l'”Elettra” di Cacoyannis, coproduzione greco-americana dalla tragedia di Sofocle. Girato nel 1962 dopo una convincente “Antigone”, il film è candidato all’Oscar e conferma tutte le doti della sua interprete. Da questo momento comincia per Irene Papas una seconda carriera, spesso intrecciata col cinema italiano d’autore e che le fa scegliere l’Italia come patria adottiva. Girerà “A ciascuno il suo” per Elio Petri, “Roma bene” per Carlo Lizzani, “Le farò da padre” per Alberto Lattuada in un decennio illuminato soprattutto dallo straordinario successo televisivo de “L’Odissea” di Sandro Bolchi in cui era Penelope a fianco di Bekim Femyu nel 1968.

Anima inquieta, star internazionale, attivista politica esiliata dai Colonnelli greci, sarà in “Z l’orgia del potere” di Costa Gavras (1969), di nuovo con Cacoyannis ne “Le troiane” (la diresse ben sei volte), con Francesco Rosi (“Cristo si è fermato a Eboli”), Terence Young (“Linea di sangue”), fino allo spettacolare cammeo di “Tutto in una notte” (John Landis, 1985) in cui impersonava una spietata capobanda iraniana.

Richiestissima in teatro, appassionata di musica, ambasciatrice della cultura greca nel mondo. Irene Papas è stata questo e molto altro ancora: una donna forte, carismatica, indipendente, che ha portato in alto il nome della Grecia, ma soprattutto è riuscita in quello in cui i più falliscono: fare della propria vita il più grande capolavoro.

Florinda Licari

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