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mercoledì, Giugno 19, 2024

La cultura del rispetto come antidoto contro l’antisemitismo

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Antisemitismo. Il termine è usato impropriamente per indicare l’avversione nei confronti dell’ebraismo. Com’è noto, infatti, anche gli Arabi sono semiti in quanto discendenti di Sem, uno dei tre figli di Noè e questo per la Bibbia e il Talmud. Per la storia sono gli abitanti in origine di Mesopotamia, Arabia e dell’area siro-palestinese dal neolitico, di questa terra facevano parte anche gli antenati dei marsalesi, i Fenici, che furono un’antica popolazione semitica cananea, insediata in corrispondenza dell’odierno Libano e delle immediate regioni costiere della Siria meridionale e del Nord d’Israele, arrivando a toccare, nel periodo di massima estensione, l’attuale città di Acri e in epoca persiana anche quella di Gaza. Quindi gli abitanti di Capo Boeo hanno sangue Palestinese.

Adesso con la nozione s’intende invece esclusivamente l’ostilità nei confronti degli Ebrei, un’avversione che spinta all’estremo è arrivata sino al tentativo di sterminio. Quello moderno va distinto radicalmente dall’antico antigiudaismo, fondato su motivazioni religiose e anche il Cristianesimo ne fu protagonista. Le crociate, oltre agli islamici massacrarono anche i giudei. Poi furono espulsi dall’Inghilterra nel 1290, dalla Francia nel 1394, da molte città tedesche nel 1470, dalla Spagna nel 1492, dal Portogallo nel 1497.

Degli ebrei e delle loro menzogne è un trattato antisemita scritto da Martin Lutero. Prima del nazismo e fascismo fu espresso ne I Protocolli dei Savi di Sion, falso documentale creato dalla polizia segreta zarista, con l’intento di diffondere l’odio verso gli ebrei nell’Impero russo. Fu realizzato nei primi anni del XX secolo nella Russia imperiale, in forma di documento segreto attribuito a una fantomatica cospirazione ebraica e massonica il cui obiettivo sarebbe stato impadronirsi del mondo, un’anticipazione del piano Kalergi. Senza obliare i ghetti di Venezia e Roma, in questi giorni dopo Parigi e Vienna, anche a Roma e a Milano si sono riviste minacce al popolo ebraico e aumentano sui muri di alcuni quartieri le scritte con stelle di David, il simbolo, utilizzato anche dai nazisti come metodo di identificazione degli ebrei. L’excursus per rammentare che l’antisemitismo non è un’esclusiva di Hamas, Hezbollah o Jihad Islamico Palestinese e urge il bisogno di debellarlo seriamente.

Vittorio Alfieri

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