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mercoledì, Febbraio 21, 2024

Voto di scambio a Petrosino, la requisitoria del Pubblico Ministero

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14 anni per Marco Buffa e 15 anni per Michele Buffa: è questa la richiesta di condanna avanzata dal Pubblico Ministero Francesca Dessì della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Palermo per il reato di voto scambio elettorale politico-mafioso a Petrosino.

Il procedimento nasce nell’aprile 2022, spiega il Pubblico Ministero, due mesi prima delle amministrative a Petrosino che si sarebbero tenute nel giugno dello stesso anno. All’epoca dei fatti, Marco Buffa –ritenuto capo decina di Petrosino- era sottoposto ad attività investigative nell’ambito delle operazioni Hesperia e Anno Zero che consistevano in attività di intercettazione e di osservazione con videoriprese di telecamere installate nei luoghi di frequentazione di Marco Buffa, specie nel bar Woodhouse presso l’abitazione dello stesso Marco Buffa. Grazie a quelle attività investigative, continua il Pubblico Ministero, nel periodo aprile-maggio 2022 erano stati evidenziati dei rapporti, frequentazioni, nonchè delle conversazioni tra Marco Buffa –soggetto in contatto con Antonino Maltese e Leonardo Casano, e Michele Buffa, candidato e successivamente eletto consigliere comunale con la lista Alternativa per Petrosino a sostegno della candidatura a sindaco di Giacomo Anastasi.

In seguito alle elezioni del giugno 2022, nel settembre dello stesso anno, veniva tratto in arresto Marco Buffa in un separato procedimento penale e per il quale venivano svolte le attività investigative nei suoi confronti, per una serie di delitti in materia di armi, sostanze stupefacenti, e per due delitti estorsivi commessi in danno di Michele Buffa, delitti accertati in seguito alla denuncia del 2021 sporta da Michele Buffa e da Nicolò Vinci, Presidente delle Cantine Europa dove Michele Buffa lavorava come componente del Consiglio di Amministrazione. Secondo la rappresentazione che era stata fatta nella denuncia, i delitti erano stati commessi da Marco Buffa e Piero di Natale, soggetto sottoposto ad attività investigativa tratto in arresto anche lui il 6 settembre 2022 nell’ambito dello stesso procedimento di Marco Buffa. Per i delitti estorsivi, con l’emissione della sentenza di primo grado del 14 dicembre 2023, Marco Buffa veniva assolto perché il fatto non sussiste.

Tuttavia, Marco Buffa era sottoposto a processo per delitto associativo, era sottoposto alla misura di prevenzione dell’obbligo di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, era gravato da numerosi reati di tipo associativo-mafioso, è stato condannato in via definitiva per aver favorito la latitanza degli allora capi mafia del mandamento di Mazara del Vallo Andrea Mangiaracina e Natale Bonafede.

Per tali fatti, afferma il Pubblico Ministero, Michele Buffa non poteva non sapere e non essere a conoscenza delle attività delittuose di Marco Buffa, specie se ricopriva incarichi nella Pubblica Amministrazione. Marco Buffa, continua il Pubblico Ministero nella ricostruzione dei fatti, partecipa a un incontro elettorale per la candidatura di Giacomo Anastasi in cui era presente anche Michele Buffa, parallelamente agli incontri che i due intrattenevano, specie nelle date 8 e 11 giugno 2022, venivano intercettate conversazioni tra Marco Buffa e Antonino Maltese nel corso delle quali Marco Buffa riferisce a Maltese di aver raggiunto un accordo con il candidato Michele Buffa affinchè gli procurasse voti in cambio di una serie di utilità che sarebbero consistite nel favorire soggetti indicati da Marco Buffa nello svolgimento di lavori socialmente utili previsti per soggetti già sottoposti a procedimenti penali, nonché in assunzioni presso le Cantine Europa.

L’11 giugno veniva monitorato un incontro organizzato da Marco Buffa in casa di Fabrizio Alagna, cognato di Marco Buffa; successivamente veniva intercettata un’altra conversazione tra Marco Buffa e Antonino Maltese che svela il contenuto dell’incontro secondo cui sarebbe stato formalizzato l’accordo per le elezioni che si sarebbero svolte il giorno dopo. Ci sono poi le intercettazioni delle conversazioni tra Marco Buffa e Leonardo Casano secondo le quali parte dell’accordo raggiunto tra Marco Buffa e Michele Buffa avrebbe previsto che, una volta eletto Michele Buffa, Michele Buffa avrebbe garantito l’assunzione dei soggetti indicati da Marco Buffa, tra cui il genero di Casano Benedetto Di Giovanni.

Il 6 settembre 2022 Marco Buffa veniva tratto in arresto e nel carcere Pagliarelli dove è tuttora detenuto, venivano disposte attività intercettative consistenti in colloqui che Marco Buffa ha con i propri familiari, e proprio queste conversazioni consentivano, afferma il P.M., di rafforzare il quadro di quello che era nell’aprile-maggio-giugno 2022, perché offrono la conferma definitiva di quella che era stata la lettura dagli uffici della Procura.

Rosalba Pipitone

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