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mercoledì, Giugno 29, 2022

IL MIO AMICO DANTE

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foto x rubricaQuando decisi di prendere un cane contattai un amico che aveva fatto sapere in giro che aveva dei cuccioli di cocker. Non appena giunta nel posto stabilito, vidi un piccolissimo cucciolo nero che, seduto in disparte, non giocava con tutti gli altri, e che, ogni tanto, guaiva piano. Mi avvicinai, lo accarezzai e fu amore a prima vista. Lui, Dante, aveva meno di un mesi, e gli avevano da pochissimo mozzato la coda. Lo portai a casa, gli diedi da mangiare e lo accarezzai per consolarlo per tutte quelle novità che, suo malgrado, erano entrate a far parte della sua giovane vita. Mi si affezionò subito e senza fatica. Nonostante la malignità dei miei amici, per loro non è un cane ma una “gallina”, io ho capito subito che Dante, malgrado le dimensioni, può essere considerato anche un cane da guardia o da difesa personale. Con gli insetti è veramente indomito ed instancabile. Una volta riuscì persino a mettere in fuga una cavalletta enorme. Ricordo ancora lo sguardo pieno d’orgoglio che mi lanciò e che io ricambiai. Coi gatti, invece, ha adottato una tattica tutta sua. Rimane seduto a rispettosa distanza dal felino e solo quando quest’ultimo si muove per andarsene, si alza ed insegue abbaiando la preda. Se il gatto si ferma di colpo, Dante sparisce per riapparire dopo un po’ davanti a me, fingendo allegria come se nulla fosse successo, con un sorriso indifferente tra le labbra. Non gli ho mai rinfacciato queste figuracce e di ciò mi è sempre stato grato. Il suo affetto per me cresce ogni giorno di più. Quando mi vede mi corre incontro alla massima velocità e si scatena in mille feste. Dante nella corsa s’impegna al massimo e nelle curve s’inclina di quarantacinque gradi come un motociclista. Disperde gran parte delle sue energie in oscillazioni laterali ed in oscillazioni della testa. La sua andatura in movimento è un misto di balzelli in avanti e di sbandamenti laterali, più che avanzare sembra che si avviti nell’aria. Con lui è nato subito un rapporto speciale, un’amicizia fortissima. Diceva Schopenhauer: “Chi non ha mai posseduto un cane, non può sapere che cosa significhi essere amato”.
Dante mi ama incondizionatamente, sinceramente. Lui mi adora anche se lo sgrido, anche se sono di cattivo umore, lui mi ama per quello che sono. Lui sembra comprendere profondamente il difficile momento che sto attraversando e mi dona tutto il suo affetto, la sua comprensione, il calore e il conforto della sua presenza. Lentamente mi sta riconducendo ad una esistenza più serena. Mi accorgo ogni giorno che nel rapporto tra me e lui l’affetto rimane invariato, un vero e proprio amico, forse l’unico vero amico della mia vita.

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