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giovedì, Gennaio 20, 2022

Gli Animali “Sanno soffrire”

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foto x rubricaIl nostro tempo ha sviluppato una sensibilità diversa verso gli animali. In epoche passate, nelle società rurali per esempio, gli animali venivano per lo più usati, oltre che come fonte di alimentazione, come strumento di lavoro e di locomozione. Oggi teniamo sempre più animali all’interno delle nostre abitazioni per ammirarli, accarezzarli, stabilire con loro una relazione affettiva. Insomma gli animali oggigiorno non sono più considerati un semplice mezzo, ma sono diventati un fine. L’uomo contemporaneo non guarda più a se stesso come il centro indiscusso del creato, padrone di ogni cosa, ma riconosce la propria stessa natura di animale, pur con prerogative particolari e speciali. Sempre più studiosi riconoscono agli animali, almeno a certe specie evolute più vicine a noi, capacità cognitive ed emotive complesse. Gli animali sono in grado di percepire e ricordare, hanno un’identità, hanno desideri e preferenze; sono in grado di agire intenzionalmente in vista del soddisfacimento dei propri desideri e del conseguimento dei propri obiettivi. Soprattutto, – come sottolineava il fondatore della filosofia utilitarista Jeremy Bentham, “sanno soffrire”. Purtroppo molto lunga è ancora la strada che dobbiamo percorrere per arrivare a una vera e propria “liberazione” animale. Ancor oggi sono oggetto di loschi commerci organizzati da gente senza scrupoli, vengono vivisezionate indiscriminatamente nei laboratori per scopi di ricerca scientifica, vengono abbandonate da padroni irresponsabili, tenute in condizioni precarie e avvilenti in molti zoo. Crudeltà inaudite vengono quotidianamente perpetrate verso gli animali, soprusi che ormai ripugnano la parte sempre più consistente e matura dell’opinione pubblica. Diceva Émile Zola: “Il compito più alto di un uomo è sottrarre gli animali alla crudeltà”. E pensare che gli animali spesso sono dotati di una grazia sconosciuta agli umani. Alcune specie domestiche vengono addirittura impiegate oggi negli ospedali per contribuire alla cura di malati gravi, in special modo i bambini. Gli animali fanno bene alla famiglia, ai grandi e ai piccini: suscitano sorrisi, risate, tengono compagnia e guariscono la depressione. Lo stesso San Francesco , che parlava alle tortorelle, convertiva il lupo di Gubbio, diceva che “Animale” deriva da “anima” cioè significa un essere che ha vita e che è animato. Sono animali le bestie, è animale l’uomo. Tutti siamo animali. ” Colui che non rispetta la vita, non la merita” “L’uccisione di un animale verrà considerata alla stessa stregua dell’uccisione di un uomo”. (Leonardo Da Vinci) Io non credo che la pietà verso gli animali si ponga in antitesi a quella verso gli uomini, che riduca, cioè, la solidarietà verso i componenti della nostra stessa specie. Credo invece, che una sensibilità evoluta, debba sviluppare la compassione verso ogni forma vivente, la cui esistenza, come la nostra, è inevitabilmente intrisa di sofferenza.

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