La paura dell’uomo nero

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foto x rubricaLa paura del diverso, di non riuscire controllare il “proprio” territorio come fanno gli animali, la paura della pelle scura, di un’altra lingua e dell’incapacità di non riuscire a comprendere l’altro, la paura di essere sopraffatti da una cultura a noi sconosciuta e di riuscire più ad AFFERMARSI, la paura di dare e di condividere con “l’estraneo”, la paura di ammettere la propria inferiorità… La paura dell’uomo nero è antica come la paura nei confronti morte, del cambiamento, della trasformazione come crescita personale, è un sentimento che rappresenta la non conoscenza del SE’, come la paura di vedersi allo specchio e di guardare dentro la propria anima… Essa è innata, risiede all’interno di ogni uomo e soprattutto è indotta dalla cultura ancestrale della storia dell’uomo sulla terra. Il sistema ha sempre alimentato il terrore nei confronti DELL’UOMO NERO,ecco perchè ultimamente ci capita di vedere sui media crimini di giovani immigrati, di sedicenti terroristi islamici, di stranieri folli che uccidono senza un motivo apparente. Ma vi voglio parlare di un fatto accaduto a Marsala. La casa di riposo Giovanni XXII, capitanata dal Commissario Straordinario Ignazio Genna, ormai dall’ottobre 2013 ospita ragazzi provenienti dal Senegal e Gambia. Ragazzi che ultimamente sono sulla bocca di tutti i marsalesi e non in senso positivo, colpevolizzati e accusati per ogni evento negativo che danneggia la città. Martedì 10 del corrente mese, una volontaria della casa di riposo è stata contattata, nel tardo pomeriggio, da uno dei ragazzi ospitati, Amadou Jobarteh.
Amadou, passeggiando per le strade di Marsala, ha trovato un cellulare e, non sapendo a chi potesse appartenere, ha chiesto aiuto alla volontaria, nel tentativo di ritrovare il legittimo proprietario. La volontaria è corsa in aiuto del ragazzo ed è riuscita immediatamente a mettersi in contatto con il possessore. Il suddetto cellulare, apparteneva ad un bambino di Cuneo portatore di handicap, che era venuto in vacanza con la sua famiglia nella nostra città. Quando il ragazzo ha consegnato il cellulare al bambino, quest’ultimo piangendo lo ha abbracciato e ringraziato per il gesto compiuto. Ebbene si! Possiamo dare tranquillamente la colpa a questi ragazzi, possiamo sicuramente accusarli di essere più ONESTI di molte altre persone bianche che vivono sulla terra. L’unica cosa che dobbiamo tenere a mente è che non è dal colore della pelle che si giudicano gli uomini, “ma per la qualità del loro carattere”. Essere saccenti non è una qualità quello lo sanno fare tutti, cerchiamo di conoscere le persone che ci stanno intorno perché le apparenza avvolte ingannano…sempre!

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