Sit in per il popolo curdo: ancora una volta il marsalese medio delude le aspettative

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1curdi ypg getty

2curdi ypg gettyIeri alle 17.30 in Piazza della Repubblica (p.zza Loggia), considerata il salotto della città lilibetana, si è svolto un sit in, la cui istanza era stop alla guerra in Siria e al genocidio del popolo curdo. Quello che sta accadendo nel Royava è di dominio pubblico, e tuttora vigente una tregua di 120 ore,  precisamente dal 17 ottobre pomeriggio, con il patrocinio degli Stati Uniti d’America. Non è stato sicuramente di dominio pubblico il sit in, faceva tenerezza addirittura la presenza della pubblica sicurezza. Si sono contati centocinquanta partecipanti, età media sopra i sette/ otto lustri. In una città che è abitata da 82.460 anime(dato ISTAT del 2019),sono lo 0,18% della popolazione. Il sit in è stata un’occasione persa dalla città <<pulcherrima sed ventosa >>,  che fu dell’impero romano. Un’occasione di manifestare massicciamente la solidarietà per un popolo vessato da secoli. Un popolo che è stato fondamentale per la sconfitta del califfato ISIS. Popolo che paga un prezzo altissimo di donne che combattono per la libertà. Donne che essendo emancipate sono maggiormente avversate. Probabilmente le associazioni che lo hanno organizzato hanno peccato di comunicazione. Indipendentemente dalla comunicazione, rappresentatanti delle istituzioni, presenti c’erano il vescovo Mogavero, il sindaco Di Girolamo, gli assessori Licari, Passalacqua e Baiata, i consiglieri comunali L. Licari Nuccio e Aldo Rodriquez. Probabilmente gli assenti delle istituzioni e dei cittadini, fatto salvi coloro che avevano impegni improrogabili e i minori di anni 14, non condividono il motivo del sit in, legittimo, in questo caso non è stata un’occasione persa per la città è altro si ribadisce legittimo, evidentemente condividono l’operato del “sultano” Recep Tayyip Erdogan, o sensibilità diverse già manifestate sui social.

Vittorio Alfieri

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