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sabato, Gennaio 22, 2022

Terme in Sicilia, il presidente Musumeci: «Lavoriamo pubblico e privato su una strategia di rilancio»

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Lo stato di salute del mercato termale in Sicilia, le prospettive di rilancio dopo la dura battuta d’arresto imposta dal Covid, gli interventi necessari in materia turistica, finanziaria e normativa. Sono i temi dell’incontro su “Il termalismo in Sicilia, parliamone e facciamo rete”, organizzato ieri dalla Regione Siciliana, in collaborazione con il Cefpas, al Palazzo Riso di Palermo. «La Sicilia, tra i tanti tesori di cui la natura l’ha dotata – afferma il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci – può vantare un patrimonio di sorgenti termali – non solo acque ma anche fanghi terapeutici – che per troppo tempo purtroppo è stato dimenticato, o peggio, ignorato, per colpa di tutti. A fronte dei tanti siti disseminati sul nostro territorio, che potrebbero offrire i percorsi terapeutici finalizzati alle cure che già gli antichi romani apprezzavano, o semplicemente i servizi richiesti da chi vuole concedersi un po’ di altrettanto salutare relax, sono pochissimi gli stabilimenti accreditati con il Servizio sanitario così come le strutture ricettive in grado di accogliere il turismo di questo particolare segmento. I dati dello studio realizzato da Federterme forniscono l’ennesima conferma: la Sicilia ha un fortissimo richiamo attrattivo, anche per il turismo termale, ma una offerta che è decisamente carente, soprattutto a confronto di altre regioni». «La nostra ferma volontà – aggiunge Musumeci – è potenziare e arricchire gli impianti termali siciliani che devono diventare attrattori turistici e fonte di reddito per i tanti operatori dell’Isola. Lavoriamo con convinzione per raggiungere al più presto questo obiettivo e, anche con questa giornata di lavoro e di ascolto, rinnoviamo l’impegno della Regione al fianco dei tanti operatori del settore del termalismo e del benessere che lavorano perché anche la Sicilia sia competitiva in un segmento in crescita esponenziale. Da noi il termalismo può diventare una straordinaria ricchezza e può esserlo dodici mesi all’anno». Durante la giornata di lavori sono intervenuti, tra gli altri, Gaetano Armao, assessore regionale all’Economia, Ruggero Razza, assessore regionale per la Salute, Giusy Savarino, presidente della quarta commissione all’Ars, Giovanni Mauro, direttore amministrativo del Cefpas, Antonio Martini, dirigente generale del dipartimento regionale Energia, Rosario Faraci, docente dell’Università di Catania, Stefania Capaldo, vicepresidente Federalberghi Terme, Toti Piscopo, delegato Federturismo Confindustria Sicilia, Aurelio Crudeli, direttore generale Federterme, Eleonora Lo Curto, prima firmataria di un ddl sul tema all’Ars. Da istituzioni e operatori del settore è stato sottolineato come la Sicilia, grazie alla sua posizione geografica, alle risorse naturali, ai siti archeologici e culturali, costruendo una rete per l’innovazione del prodotto termale così come richiede il mercato, potrebbe diventare la “California d’Europa” ed ospitare, soprattutto fuori stagione, flussi di persone in cerca di un soggiorno che offra esperienze indimenticabili. «Il turismo sanitario è una grande potenzialità, dentro la quale c’è il turismo termale – dichiara l’assessore alla Salute, Razza – Da questa iniziativa nasce l’idea di creare un grande distretto che metta insieme i poli della sanità pubblica e quelli della sanità privata con le imprese che vogliono investire sulla Sicilia. L’obiettivo è quello di creare finalmente in Sicilia il punto di riferimento per l’Italia del grande turismo sanitario, che oggi dalla Croazia salta il nostro Paese e arriva direttamente in Spagna e Portogallo». Tra i temi del confronto l’atteso disegno di legge sul riordino del settore delle acque termali in Sicilia, approvato dalla commissione Ambiente dell’Ars, e il futuro delle terme di Acireale e Sciacca. «La scelta del governo Musumeci – spiega l’assessore all’Economia, Armao – è stata quella, dopo un passaggio in Conferenza Stato-Regioni, di rivolgersi a Inail che ha dato la disponibilità ad acquistare i compendi aziendali di Acireale e Sciacca, ma passando da un piano industriale che individuasse forme di redditività sulle quali selezionare l’impresa o l’operatore economico. Il piano industriale è sostanzialmente definito dal gruppo di lavoro coordinato dal professore Faraci. Quando sarà tutto pronto, Inail potrà definire l’acquisizione e si potrà partire con il rilancio di questi straordinari compendi aziendali che abbiamo trovato chiusi e che provvederemo a sottoporre, fin dai primi del prossimo anno, a interventi di manutenzione straordinaria, per rilanciarli definitivamente con la selezione degli operatori economici». Estremamente interessanti i dati contenuti nel report su “Le vie siciliane del benessere”, realizzato da Federterme (una sintesi nella scheda allegata). «Da questo studio emerge un termalismo siciliano che ha subìto una forte flessione nell’ultimo decennio, in epoca pre-Covid – sottolinea Aurelio Crudeli, direttore generale Federterme –  ma che deve essere rivitalizzato, in una sede regionale che ha una potenzialità attrattiva molto spiccata ed elevata dal punto di vista turistico. Si tratta di integrare l’offerta termale, sia quella tradizionale che quella di benessere, con questi asset turistici che sono sul territorio». «Lo studio commissionato dal Cefpas delinea la specificità delle cure termali e le grandi potenzialità che esse rappresentano per l’ecosistema della salute e la competitività del territorio siciliano – afferma Roberto Sanfilippo, direttore generale del Cefpas – considerato che, secondo i dati raccolti da Federterme, il valore del turismo sanitario in Italia nel 2019 ha superato i 2 miliardi di euro, con un trend in crescita del 29 per cento rispetto al biennio precedente. Il sistema termale è uno strumento di cura e di possibile terapia, ma anche un punto di forza dell’offerta integrata di servizi sanitari e turistici capace di generare effetti positivi su un ampio indotto. Occorre costruire insieme un settore in cui coniugare turismo medicale e del benessere, integrando la formazione del personale medico, le cure cliniche e assistenziali dei pazienti con l’opportunità di soggiornare nelle località costiere e dell’entroterra siciliano. Ciò avrà certamente effetti positivi sull’economia locale e sull’attrattività dei luoghi, dei borghi e delle strutture museali e dei servizi di ospitalità. In questo contesto, il Cefpas può certamente essere uno degli interlocutori di questo cluster turistico-sanitario regionale». 

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