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sabato, Luglio 2, 2022

Covid 19 e il ruolo degli intellettuali

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Gli intellettuali. Sono considerate le persone in possesso di un intelletto più sensibile che grazie ad esso formulano pensieri che si traducono in idee che trovano accoglienza e riconoscimento nella società. Nell’era pandemica alcuni di essi hanno assunto posizioni molto discutibili, uno di loro il filosofo e accademico Giorgio Agamben in audizione al senato, ritenendo il vaccino sperimentale, menziona il codice Norimberga, nato a seguito del processo sui dottori nazisti che praticavano l’eugenetica per tutelare la razza ariana dalle malattie ereditarie, e al quale si attiene il comitato etico a protezione dei soggetti che si sottopongono a sperimentazione, per il professore disatteso sul vaccino che, si ripete, ritiene sperimentale: «Il primo obbligo sulla salute fu di Hitler». «È accettabile per una malattia con lo 0,2 per cento di mortalità che tutto un Paese venga sconvolto?», si è chiesto ancora.«Dopo aver seminato per due anni terrore e paura si seminano ora odio e discriminazione, accusando senza fondamento chi ha scelto di non vaccinarsi di nuocere a chi è vaccinato e dovrebbe quindi sentirsi protetto. Una società fondata sull’odio non è una società libera. Il nostro Paese sta scivolando in una barbarie che non ha precedenti», ha concluso. Risposta: il farmaco non è sperimentale, fonte Fda, Ema ed Aifa, corretto il tasso di mortalità ma sono quelli senza alcuna patologia e gli altri? Altro filosofo, Cacciari: “Sulla gestione dell’emergenza c’è una censura sugli scienziati che non sono in linea con le posizioni ufficiali.Non c’è un grande complotto, ma è normale che in una situazione di emergenza vengano fuori posizioni dogmatiche. I fatti, ormai, non esistono”. E paventa: “Domani non ci sarà più l’emergenza sanitaria ma potrà esserci quella ecologica e ambientale. Non possiamo inseguire l’emergenza”. Il filosofo vede un rischio di autoritarismo, potrebbe essere alla cinese, una strana democrazia, una tecnocrazia democratica. In altre parole si va verso una tecnocrazia svuotata, “dove tutto è procedura. Come adesso è svuotato il Parlamento”. Su Draghi: “E’ il rappresentante dell’inevitabile processo di globalizzazione finanziario economica”. Sul provvedimento della discordia, ossia il green pass: “È evidentemente discriminatorio”. Sulla deriva autoritaria abbiamo gli anticorpi, sono il Presidente della Repubblica, la Corte costituzionale, la Magistratura e perfino l’UE. Infine Carlo Freccero, massmediologo laureato in filosofia ed accademico, sorvolando il giurista Mattei, afferma di avere “più paura del vaccino che del Covid” e anche lui cita Norimberga.  Che dire, la replica è intrinseca nel suo pensiero. Non è un esponente dell’intellighenzia ma al convegno no Vax a Torino la vicequestore Schiliró ha sostenuto “Noi in minoranza come Gesù”, una farneticazione.Il pensiero del convegno “Il Covid era stato previsto da tempo, si tratta di una operazione a tavolino. E siccome l’industria farmaceutica era in crisi da decenni, ecco che spunta il vaccino”, nella realtà un avveramento distopico, il Grande Fratello delle Big Pharma. Nella comunità c’è chi ha più responsabilità e tra loro rientrano gli Intellettuali.

Vittorio Alfieri

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