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sabato, Luglio 2, 2022

Rinvio tecnico della prima udienza. L’ex pm Angioni: processo utile per nuovo impulso

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Rinvio tecnico al 10 gennaio 2022 per la prima udienza che vede imputata l’ex pm Maria Angioni, uno dei primi magistrati a coordinare le indagini sul caso Denise Pipitone, la bambina mazarese scomparsa il primo settembre 2004. Il capo di imputazione è false dichiarazioni ai pm, scaturite da un paio di cattivi ricordi legati al tempo trascorso e alla complessità del caso, e riguardanti la data di installazione di una telecamera davanti l’abitazione di Anna Corona. La dott.ssa Angioni avrebbe parlato anche  di una rete di protezione intorno alla famiglia allargata Pulizzi/Corona,  di tentativi di depistaggio e intralcio alle indagini. Ma alcune circostanze riferite dall’ex pm  non hanno trovato riscontro negli atti dell’inchiesta e per tale ragione, il 4 giugno scattò un avviso di garanzia.
L’ex Pm aveva puntato al processo sostenendo che le persone devono sapere la verità :“Se ritrattassi e, abiurando, dichiarassi che quanto ho detto al pm non è vero, il procedimento penale a mio carico si chiuderebbe subito – aveva scritto in un lungo post su Facebook – ma io voglio il processo, è una cosa che devo, a me e a tante altre persone che hanno diritto a giustizia e verità”.
Oggi, 23 dicembre, la prima udienza si è conclusa con un rinvio al 10 gennaio per ragioni tecniche a seguito della decisione del giudice di ammettere parzialmente le riprese televisive, richiesta formulata dai giornalisti in aula.

“Ritengo che questo processo sarà molto utile anche per come abbiamo elaborato la lista testi, le circostanze da chiarire – dichiara l’ex pm ai nostri microfoni.
“Sarà utile anche per dare anche maggiore impulso –continua la Angioni– e per favorire l’impegno massimo di tutti per la ricerca di Denise di cui ancora non si sa nulla. In quest’anno di grande fatica e di grande impegno anche per i giornalisti, sono usciti fuori dei dati oggettivi molto importanti, le intercettazioni, le parole di spessore che sono state dette: rispetto al passato abbiamo elementi in più che prima non c’erano”.

Qual è la sua idea personale riguardo la sorte di Denise Pipitone?

“Ho una grande speranza e non ho input che mi facciano pensare che sia morta. A me interessa che con il massimo impegno, come è successo per tanti altri casi bui della nostra Repubblica, esca fuori qual è stato il destino di Denise, dove si trova, cosa è successo, cosa è avvenuto contro Denise Pipitone e la sua famiglia, ma anche contro tutti noi, perché quello che è successo a Denise potrebbe accadere a chiunque”.

Il gip di Marsala Sara Quittino ha accolto la richiesta della Procura e ha archiviato il procedimento avviato nei confronti di Anna Corona, Giuseppe Della Chiave, Paolo Erba e Antonella Allegrini. Archiviazione che ha creato indignazione e sconcerto essendo stata percepita come la fine di una speranza.

I provvedimenti dei giudici vanno rispettati o va via la democrazia.
Un’archiviazione significa che non ci sono elementi per andare in giudizio ma non pregiudica nulla, non è una sentenza di assoluzione. In qualunque momento, come ha scritto il giudice, se dovessero venir fuori nuovi elementi, si procederebbe.

In merito alle dichiarazioni di Angelo Maria Perrino, direttore di Affari Italiani e secondo una fonte romana,  la chiave del giallo starebbe nelle intercettazioni, che però non si vogliono rendere pubbliche perché sarebbero compromettenti per alcuni magistrati, politici e vip. Ha idea di chi potrebbero essere questi personaggi noti?

Molto probabilmente sono intercettazioni che fanno capo al nuovo filone di indagini. Mi sono fatta un’idea su chi potrebbero essere, potrebbero essere persone che hanno un movente contro di me, ma questo lo approfondiremo con l’avvocato Stefano Pellegrino.

Rosalba Pipitone

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