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lunedì, Maggio 16, 2022

Un 8 marzo dedicato alla forza e alla dignità delle donne ucraine

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Doveva essere un 8 marzo incentrato sulla rivendicazione delle pari opportunità soprattutto nel mondo del lavoro e nella speranza di nuove prospettive e risorse previste dal Pnrr. Un 8 marzo per dire basta alla violenza maschile contro le donne e per chiedere la veloce approvazione del disegno di legge, presentato da tutte i ministri del Governo, per rafforzare gli strumenti di prevenzione e di protezione delle donne. Negli anni del covid, con lockdown, restrizioni, smart working, le donne hanno visto acuire i problemi economici e sociali, ma dopo la pandemia è arrivata la guerra e il suo carico di dolore. Sarà dunque una Giornata internazionale delle donne in cui verrà chiesto soprattutto lo stop al conflitto e sarà dedicata alle “sorelle ucraine”, in particolare quelle che si mettono in cammino da sole o con i propri figli per raggiungere i confini sfidando bombe e spesso violenze, anche sessuali. L’8 marzo non è la “Festa delle Donne”. Che ci sarà mai da festeggiare? No, questa giornata deve essere l’occasione per riflettere su quanto abbiamo costruito in questi anni ma, soprattutto, sui passi che ancora vanno fatti. E oggi più che mai, mentre imperversa il combattimento tra Russia e Ucraina, deve essere il momento di chiedere con forza il cessate il fuoco, per salvare ciò che resta della vita di queste donne (e dei loro uomini). E in una giornata come questa non si possono non citare le donne russe che, insieme alle ucraine, hanno dimostrato al mondo come la resilienza che le contraddistingue renda capaci di sopportare un momento di morte e distruzione come questo con grande forza e dignità.

Florinda Licari

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