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giovedì, Dicembre 1, 2022

Il delitto di Kolymbetra, lo spassosissimo romanzo e TV movie di Savatteri

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“Gli dei si saranno vendicati: sono sempre stati invidiosi degli uomini”, dice Saverio, uno dei due protagonisti insieme a Peppe, i due amici che si ritrovano, seppur con una certa avversione a occuparsi del delitto dell’archeologo Demetrio Alù, a dare vita a “Il delitto di “Kolymbetra”, lo spassosissimo e intrigante romanzo di Gaetano Savatteri da cui è tratto Màkari 2, TV movie in tre puntate dalla durata di 100 min ciascuna con la regia di Michele Soavi, e che vede protagonisti Claudio Gioè che interpreta Saverio Lamanna, ed Ester Pantano nel ruolo di Suleima. Domenico Centamore e Filippo Luna, invece, sono rispettivamente Peppe Piccionello e il Vicequestore Randone.

Per Saverio Lamanna e Peppe Piccionello, con la vocazione di trovarsi come sempre nel bel mezzo di un delitto, e seppur impegnati in tutt’altre faccende, un excursus che da Venezia, passando per Milano lungo il tragitto, li porta a Kolymbetra. Dalla visita a Milano, quella delle “giornate difficili perché quelle semplici le mandano in Sicilia per non affaticarci troppo, non abbiamo la tempra”, i due giungono ad Agrigento dove Peppe deve sbrigare una faccenda familiare complicata e pericolosa ma che dovrebbe consentire loro di rientrare presto a Màkari.

Ben presto la quiete che regna a Kolymbetra, l’incantato giardino della Valle dei Templi di Agrigento, viene infranta dal ritrovamento del cadavere dell’anziano professore Alù, archeologo impegnato in un convegno e in alcuni scavi.

Pur circondati da numerosi e importanti elementi di novità, anche in questo episodio Lamanna e Piccionello sono due poli che si attraggono, bravi a raccontare sempre insieme, e sempre a modo loro, la vera storia nuda e cruda della Sicilia.

Saverio, giornalista senza lavoro, sarcastico e realista, è contro ogni stereotipo e luogo comune sulla sua amata Sicilia, mentre Peppe realizza una forma di promozione turistica con originalissime t-shirts e non si fa certo pregare a improvvise infatuazioni.

Il connubio di questi due personaggi e le sfaccettature dei due diversi caratteri, rimarrebbero uno dei tanti inspiegabili misteri del loro successo se non venisse riconosciuta a Savatteri l’abilità a impiantare una storia efficace, facendo perno proprio dalla leggerezza e dall’ironia dei due, e il risultato arriva, perché ne “Il delitto di Kolymbetra” non c’è una pagina nella quale non si leggano cose maledettamente vere sull’isola “dai primati inutili” e non c’è un momento nel quale il lettore non possa, proprio grazie ai dialoghi tra Saverio e Peppe, trovare molta più Sicilia, di quella offerta da molti saggi tra le mura di una biblioteca, talvolta splendida, spesso crudele.

Un’analisi ricca di situazioni nascoste e frasi fatte, da umorismo e sottigliezza, da canzoni famose come per esempio quelle di Battisti, De Andrè, Modugno.

Rosalba Pipitone

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