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domenica, Maggio 10, 2026

Intervista ad Antonella Morsello, candidata nella lista “Coraggio e Passione per Marsala” a sostegno della candidata a sindaco Giulia Adamo

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Come nasce la tua passione per la politica?

La mia passione per la politica nasce fin da bambina. Sono cresciuta “a pane e politica”, seguendo mio padre, che mi ha trasmesso valori fondamentali: il rispetto per gli altri, l’importanza dell’ascolto e il dovere di difendere i più deboli. Ho sempre sentito forte dentro di me il desiderio di aiutare gli altri e una profonda avversione verso ogni forma di ingiustizia, sia sociale che personale. Proprio alcune esperienze dirette di ingiustizia mi hanno spinta a guardare oltre, a partire per un periodo e a mettermi davvero in gioco. È lì che ho avuto l’opportunità di fare politica attiva, nelle strade, tra la gente, ascoltando e comprendendo i bisogni reali delle persone. Ho collaborato con un’associazione antimafia e antiracket, impegnata al fianco delle vittime di usura bancaria, e con il giornale Il Borghese, curando una rubrica mensile dedicata proprio alle loro storie. Mettermi al servizio dei cittadini non è solo una scelta: è ciò che mi rende una persona migliore, più consapevole e appagata. Cercare soluzioni concrete ai problemi reali è il modo in cui contribuisco, ogni giorno, a una società che troppo spesso dimentica il valore della partecipazione alla vita pubblica.

Quali sono i settori più carenti della città?
Marsala soffre da oltre trent’anni di gravi carenze nei servizi essenziali di ordinaria amministrazione: approvvigionamento idrico, illuminazione pubblica, manutenzione stradale, gestione dei rifiuti, decoro urbano e pianificazione territoriale. A queste criticità si aggiungono le difficoltà nei settori del turismo e dello sviluppo di un’economia circolare radicata nel territorio. Un tempo tra le principali realtà urbane della Sicilia, Marsala poteva contare su un tessuto economico vivace, fatto di banche, imprese locali e opportunità occupazionali diffuse. L’introduzione dell’euro, i processi di globalizzazione e, soprattutto, la crescente difficoltà di accesso al credito hanno progressivamente indebolito questo sistema, portando molti settori verso una crisi strutturale. Ma è nei servizi alla persona che la crisi diventa più dolorosa, più ingiusta, più difficile da accettare. La sanità, innanzitutto. Da paziente oncologica in follow-up, mi trovo troppo spesso davanti a ostacoli che non dovrebbero esistere: difficoltà nel prenotare visite specialistiche, tempi lunghi, percorsi frammentati. Non è accettabile essere costretti a spostarsi da un comune all’altro, o addirittura fuori territorio, per ricevere cure che dovrebbero essere garantite vicino casa. In momenti così delicati, le persone hanno bisogno di certezze, di continuità, di una rete sanitaria presente e accessibile. Serve una struttura territoriale che concentri specialisti e servizi, che eviti ai cittadini ulteriori disagi in una fase già segnata dalla fragilità. Non meno urgente è la situazione della scuola, soprattutto per quanto riguarda i bambini con bisogni speciali. Le famiglie affrontano ogni giorno difficoltà enormi, tra carenze di supporto e continui cambiamenti nelle figure di riferimento. Gli ASACOM rappresentano un punto fondamentale per l’inclusione e il diritto allo studio, ma la loro condizione di precarietà si riflette direttamente sui bambini, privandoli di quella continuità educativa di cui avrebbero assoluto bisogno. Stabilizzare queste figure non è solo una scelta amministrativa: è un atto di responsabilità, di civiltà, di rispetto verso i più fragili. È necessario un intervento deciso e immediato: una legge regionale che riconosca e finanzi Marsala come città-territorio, consentendo il ripristino efficiente dei servizi fondamentali per i cittadini e creando le condizioni per avviare opere di sviluppo straordinario, all’altezza delle potenzialità e della storia della città. Parallelamente, risulta fondamentale il ripristino dei Consigli di quartiere, strumenti indispensabili per restituire ai cittadini un ruolo attivo nella vita pubblica. Dotati di autonomia e risorse, questi organismi permetterebbero di affrontare con tempestività le problematiche locali, favorendo una collaborazione concreta e continua con l’amministrazione comunale.
Quanto conta oggi essere al centro della questione politica rispetto al passato?
Oggi essere al centro della questione politica conta, eccome. Ma non per visibilità o protagonismo: conta per ciò che si è disposti a fare davvero. Servono impegno, responsabilità e, soprattutto, azione concreta. Serve il coraggio di dire “no” quando tutti dicono “sì”… e, a volte, anche il contrario. Non ho mai avuto paura di andare controcorrente. Le idee, quando nascono dal rispetto — verso se stessi e verso la comunità — non si piegano alle convenienze. Si portano avanti, con coerenza. Sono una cattolica praticante e credo in un paese all’altezza dei sogni che custodisco: una città visibile, sicura, viva. Scomoda? Forse per qualcuno. Io direi semplicemente: autentica. Vera.
(Pubblicità elettorale a pagamento commissionata dalla candidata)

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