“L’amore e il destino” di Nino Salvaneschi, lo scrittore cieco

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meditazioni

Ho chiuso gli occhi per sempre davanti a quella che gli uomini chiamano la vita. Non vedrò più il tuo viso, ma in ogni parola che mi rivolgi vi è più calore di tutti i tramonti di fuoco che abbiamo visto insieme. Ti vedo attraverso la tua voce e il tuo profumo. Gli occhi corporali sanno più guardare che vedere.
Un giorno ho incontrato il destino che è cieco e lo seguiva la fortuna che è sempre cieca. Un altro giorno ho incontrato l’amore che è cieco e lo seguiva da vicino la felicità che è sempre cieca: le cose più belle del mondo hanno gli occhi chiusi.
La donna è più vicina dell’uomo al suo destino. Essa lo intuisce con maggiore rapidità. E nel silenzio di due amanti lo sguardo dell’uomo conserva ancora qualche bagliore di desiderio carnale, lo sguardo della donna è già composto da una dedizione spirituale. Molto prima di dare il suo corpo essa ha già dato l’anima perchè è questo e non quello che cerca il suo destino.
L’uomo ama egoisticamente, spesso con curante di ciò che calpesta per raggiungere una nuova gioia. La donna è pronta a baciare la mano che la colpisce se la stessa mano le ha dato un giorno una carezza sola.
L’uomo vive di desideri, la donna può vivere anche di ricordi. L’uomo pronuncia la parola amore spesso per gioco la donna rende felice almeno un uomo nella sua vita. Ogni uomo fa soffrire almeno una donna nella propria.