Quello che sono ora lo devo a lui

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foto x rubricaE’ difficile scegliere una persona in particolare nella mia famiglia che più ammiro, ogni componente ha un ruolo importante nella mia vita e nessuno può essere considerato migliore o meno di un altro. E’ la famiglia che rende l’uomo consapevole della propria dignità personale, lo arricchisce di profondità umana, lo inserisce gradatamente nel tessuto della società, lo fa uscire dall’anonimato, dandogli consapevolezza dell’unicità e irripetibilità dell’esistenza umana. Ma posso affermare con estrema sicurezza, che all’interno del nucleo familiare c’è una persona che più stimo e che occupa un ruolo fondamentale nella mia vita, quest’ultimo è sicuramente mio nonno. Quest’uomo è uno dei fulcri centrali della mia vita, è colui che ha saputo rendermi la persona che sono adesso, a lui devo molto e perciò non finirò mai di dirgli “Grazie”. E’ il mio orologio, tutto quello che ha fatto durante la sua vita è per me linfa vitale da cui trarre un profondo insegnamento. Vola ad un passato che mi parla del tempo stesso, del suo rapporto con quello che ero e che sono divenuta. Un ricordo che si perde tra le pieghe delle mente e tra i pensieri che durano solo poco più di un minuto. Lui mi tiene per mano, e mi sorride con i suoi occhi vispi e luminosi. Anche se ho vent’anni ho ancora bisogno di Lui, delle sue mani forti, del suo coraggio nell’affrontare le difficoltà e nella sua immensa forza di volontà. Attraverso la sua saggezza, che solo i nonni possiedono, ho imparato a gestire la mia vita traendo insegnamento dai suoi consigli e dalle sue frasi, brevi ma potenti. Mi ha insegnato che il tempo è galantuomo. Una frase frase che tuttora mi ripete , e che, per la sua lapidaria e glaciale potenza metaforica, sembrava essere un monumento al non agire e all’attendere. Da quel momento ho cominciato a pensare che se da qualche parte c’era un galantuomo, un uomo capace di rendere i momenti indimenticabili e la vita brillante e giusta, un uomo che mi avrebbe sempre consigliato, che sarebbe stato capace di dirmi cos’era giusto o sbagliato, un uomo onesto e integerrimo, un uomo allegro ironico e pieno di vita, doveva essere così come mio nonno Guido. Ti voglio bene, nonno, grazie di tutto.

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