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giovedì, Settembre 29, 2022

In attesa della pace, buona Pasqua

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Urbi et Orbi e indulgenza plenaria. La prima è una benedizione apostolica esercitata dal pontifice rivolta non solo alla città di Roma di cui il Papa è vescovo, ma a tutto il mondo cattolico, in tre occasioni: una quando eletto sovrano di Città del Vaticano, a Natale e a Pasqua, e in eccezionali circostanze, tutti la ricordiamo in una piazza S.Pietro deserta durante il lockdown causa pandemia da Coronavirus nel 2020. Per facezia, a tutti, dappertutto,universale. Ad essa è abbinata la seconda, ma a tre condizioni: confessione, eucarestia e preghiere secondo le indicazioni papali. Ironicamente, prendi due paghi uno. Come? La risposta è di Mujica: con il tempo impiegato per lavorare, nel cattolicesimo i disoccupati sono esentati in quanto deboli, si pensa. Nel giorno di Pasqua la preghiera suggerita da Bergoglio è per la pace in Ucraina, trascinata in una guerra insensata perché Caino vede Abele come un nemico e non un fratello. Jorge ha preso posizione sul conflitto, l’ambasciatore ucraino presso la santa sede e Zelensky possono sentirsi rassicurati dopo la polemica sulla via Crucis, allorquando per volere di Bergoglio la croce di Cristo fu portata da una ucraina e una russa, amiche nella vita. In attesa della pace, buona Pasqua.

 Vittorio Alfieri 

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