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mercoledì, Febbraio 21, 2024

Marsala: maltrattamenti in famiglia, tentato omicidio, lesioni. Processo all’imputato

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Si è svolta martedì 5 dicembre nell’aula G.i.p. del Tribunale di Marsala, udienza del processo che vede imputato il ventottenne G.R. per tentato omicidio, maltrattamenti in famiglia, lesioni, furto di uno scooter.

I fatti risalgono alla tarda serata del 16 luglio 2023 quando l’imputato, alla guida della propria auto all’incrocio tra via Salemi e via Istria, investiva la ragazza L.F. mentre era sul monopattino, causandole la frattura di una gamba e del bacino. Ricoverata al nosocomio Paolo Borsellino di Marsala, veniva sottoposta a un intervento chirurgico per cercare di ridurre le fratture riportate nell’incidente e le veniva impiantata una placca metallica. Un fatto gravissimo che poteva finire anche peggio perché l’uomo, a detta della ragazza, dopo averla investita una prima volta, avrebbe fatto marcia indietro per provare a investirla ancora una volta, ed è stato grazie ad alcuni abitanti della zona che, accorgendosi di quanto stava accadendo e udendo le grida d’aiuto della ventiduenne, chiamavano i soccorsi facendo destituire l’uomo dalle criminose intenzioni fuggendo dal luogo dell’accaduto. Per tal ragione, il legale della ragazza, Vincenzo Forti, aveva allora asserito che poteva essere ipotizzato il reato di lesioni gravissime e tentato omicidio.

Quello subìto dalla ragazza è stato l’ultimo atto di violenza messo in atto da G.R., denunciato più volte dalla ragazza per minacce e ripetute violenze domestiche. Stanca delle continue vessazioni, aveva deciso di porre fine alla relazione –dalla quale erano nati due bambini affidati ai genitori della ragazza- lasciando l’abitazione dove convivevano.

Nel corso della scorsa udienza del 5 dicembre, la difesa (avvocato Tranchida) ha depositato due perizie, una di un medico legale, l’altra dell’esperto di dinamiche di sinistri dott. Luigi Simonetto, al fine di dimostrare la mancanza del dolo in favore di una semplice colpa, che sarebbe un po’ come dire che la vittima del sinistro si era buttata sotto la macchina intenzionalmente, o che nel sinistro non c’era volontarietà dell’imputato.

È stata quindi avanzata dalla difesa, richiesta di rinvio per poter interloquire con la Procura ai fini di un eventuale patteggiamento previa riqualificazione del reato da tentato omicidio a lesioni colpose.

Alla domanda della giudice se la persona offesa volesse intervenire su questa richiesta, le dure parole dell’avvocato Forti che assiste L.F. : “Illustre signor Giudice, sono perfettamente consapevole del fatto di appartenere a una categoria capace di trarre considerazioni diametralmente opposte dagli stessi fatti. Sono anche convinto che l’imputato sia il re del processo, e quindi se ritiene come elemento di prova sia per lui utile o anche solo che sia opportuno, mi debba essere concesso e riconosciuto, soprattutto alla luce del fatto che le richieste della difesa dell’imputato, non potranno avere alcun effetto concreto, né astratto, pregiudizievole per la mia assistita”. Ancor più duro ai nostri microfoni a fine udienza: “La richiesta è ridicola –afferma l’avvocato Forti- è un oltraggio all’intelligenza umana, trattare il caso oggi o alla prossima udienza di gennaio, non cambia nulla”. L’udienza è stata rinviata al prossimo gennaio.

Rosalba Pipitone

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