“Compagni di strada” di Nino Salvaneschi, lo scrittore cieco

Diamo una pausa al crescendo della vita.
E da questo crocicchio li vedremo sfilare.
Forse riconosceremo parenti e amici. Forse anche qualche frammento di noi stessi.
Sono i nostri compagni di tutte le ore e di tutte le strade. Ritratti di comparse e di reclute della commedia umana. Piccolo campionario della nostra debolezza. Così prima di continuare il nostro cammino della vita passiamoli in rassegna. Talvolta osservare chi ci circonda è il più facile sistema per scoprire chi siamo. Non rincorriamo i ricchi e i potenti: eviteremo molte delusioni, avviciniamoci invece alle persone normali e ricordiamo che al di là di ogni difetto si nasconde una virtù. Spesso i nostri compagni di strada passano a frotte sotto i nostri occhi. Se li sgridi non protestano. Ne sono colme le strade. E in ogni famiglia ve ne è qualcuno. Sono le innumerevoli schiere dei deboli. L'umanità dei così detti vinti che permettono a pochi violenti di decretarsi vincitori. Certo moltissimi vengono al mondo con il destino di scrivere. E se alla fine tutti scrivono qualcuno o qualcosa, molti sembrano già nati con la livrea.
Non essere impaziente di vivere. Il domani giungerà più presto di quanto tu creda. Forse un giorno ti pentirai di non avere meglio assaporato qualche istante. Non essere impaziente di bere d'un fiato la coppa della gioia. Avrai sete domani.